il blog del della

Like few of the others I was a seeker, a mover, a malcontent, and at times a stupid hell-raiser 
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Giro di boa

Un piccolo giro di boa, sono a meta' della mia attuale permanenza a Tel Aviv.
Nel complesso l'operazione sembra riuscita perfettamente. In tre settimane sono stato completamente concentrato sul bootstrap di una startup (di cui parlero' credo gia' da settimana prossima) senza distrarmi in vicende domestiche o lavorative di casa. Questo immerso nella adorabile atmosfera e nel piacevole clima di questa citta'. Trascorrero' qui altre tre settimane, il sole e' presente, una buona fetta di lavoro fatta, il piano e' di alzare la testa dal computer e iniziare a mostrare in giro l'embrione del prodotto.

Lo stile vagabondo, gia' provato in passato ma senza la certezza della continuita', che conto di iniziare ad avere da quest'anno invece, sembra quindi funzionare, e l'idea di replicare in autunno mi alletta gia'.
Nel mentre, un appunto personale per il prossimo anno: marzo e' pieno di eventi in tutta Europa cui e' potrei e dovrei partecipare, inoltre a Tel Aviv il clima, comunque buono, puo' essere minato da qualche giorno di pioggia e un po' di freddo. Meglio forse ritardare la discesa qui a fine marzo e prolungare la permanenza fino agli albori dell'estate, i primi giorni di Maggio.

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Life

When I was younger I got hit and then addicted by a statement that a friend of mine told me once: "I hate boredom and I love enthusiasm". It was such a simple statement, in any conversation in any afternoon, but that stucked into my mind for years. It happened during one of those time in your life when you are becoming something new  or, better,  you are defining yourself as something different, and you listen something that perfectly describe what you have in and are trying to explode out. And it helps you. In years, I came up in loving simplicty over almost anything else. Is a long run. In all my recent peregrination and activities, I always try to achieve simplicity. This is one of the reason I love Tel Aviv and I am here now and I am wondering to get back again. But it is not because this is a simple place, not at all. It is because it seems to me that here people have inside something even more simple and at the same time even more powerful. They hate death and love life.

This one is dedicated to Orsola and Rona, whose fathers recently passed away.

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Taxi drivers

But there was just one more courier flight And it was leaving in the cold morning light And that's the one you can be sure that I was on Balzo sul taxi. "Kikar Disengoff please". Sono le sette e trenta ma il sole e' gia' alto e a Tel Aviv c'e' un sacco di luce. Vorrei avere gli occhiali da sole ma non li ho. Il bagaglio a casa e' quasi tutto pronto, dovrei fare in tempo. Il volo parte all'una ma devo essere in aeroporto per le dieci, i ragazzi avranno un sacco di lavoro da fare con me e questo aereo torna in Italia, non posso perderlo. Anche se vorrei tanto.

Not that I had, some sort of plan But I swear it wasn't meant to happen like this Andare in Giordania non e' stato poi cosi' difficile. L'ultima immagine di Israele che si ha e' un ragazzo in tuta con a tracolla un mitra di un metro e mezzo che alla richiesta "ma poi come mi muovo, ci sono dei taxi?" risponde "ask them". Sufficiente per far capire che e' il caso di accomiatarsi. Sarebbe stato lecito attendersi dei taxi dall'altro lato ma il dubbio e' altrettanto lecito quando di fronte a te ci sono svariate centinaia di metri di terra di nessuno, da fare a piedi con tutto il bagaglio, tra una recinzione militarizzata e un'altra. Alla frontiera giordana ci sono numerosi militari in uniforme, sono gentili e te la sbrighi in fretta. In Giordania, il tassista e' il tuo migliore amico. E' bene che lo sia perche' altrimenti sta cercando di fotterti. E' il caso di scegliersi quello giusto. Quando pero' arrivi la prima sera ed e' buio, scegli quello che trovi, anche perche' ce ne e' uno solo e li' sai benissimo che non avrai scampo. Pazienza. In realta' il ragazzo ha avuto almeno il merito di portarmi in un posto carino, economico e soprattuto fuori da Aqaba. Il mio trascorso in Giordania lo definirei distensivo. I primi due giorni ad Aqaba soprattutto sono stati all'insegna del far nulla piu' totale, i primi da mesi, troppi mesi. Forse anni. In quel momento ho ricaricato quel che serviva per procedere con il mio breve viaggio e anche per fare diving, l'ultimo giorno. Prima volta, sono stato bravo eh, che soddisfazione, l'istruttore mi ha anche detto: "amazing for a first time". Chi l'avrebbe mai detto. Sono poi risalito con Mahmood in taxi fino a Petra. Mahmood e' il mio tassista di fiducia del sud della Giordania. Mi ha scritto ieri per chiedermi come stavo e quando torno. Sa fare il suo lavoro e abbiamo gia' condiviso un paio di esperienze importanti: uno stop da parte di alcuni militari giordani per delle foto non gradite  che io ho fatto e poi il viaggio assieme fino a Petra io, lui e i suoi figli, due bambini. Dopo essere passati a Wadi Rum ci siamo fermati e ha preso biscotti e succo per tutti. Mi ha lasciato a Petra nel suo albergo di riferimento. Se serve, vi posso dare il numero. Il tassista e' prezioso. Amman invece e' un casino e ho pure patito lo smog da auto violentissimo a ora di punta nel tardo pomeriggio. La downtown e' un macello e ricordo solo che non c'e' un bar dove sedersi per chilometri, che ho dovuto pagare il pizzo per pisciare in un posto allucinante, che ho pagato un euro per due felafel e una 7up (con lo strappo vecchio), che il mercato ortofrutticolo e' lussureggiante e freschissimo, che ci sono una marea di negozi e che anche qui vedere una femmina e' una rarita'. Di giorno e' apparso un micro corteo di studentesse che uscivano da lezione, e la la sera, nella zona dell'hotel, ho chiesto indicazioni a due donne. Direi che l'elenco per tutta la Giordania e' finito qui. Jalid, il tassista per il nord, mi ha portato a fare il bagno sul mar morto il mattino seguente e poi rapidi alla frontiera, che il venerdi chiude all'una (di giorno). Qui me la sono sbrigata in fretta, sul versante israeliano, grazie al fatto che ho detto che andavo da un'amica e loro hanno verificato. Altri ragazzi sono stati li' un paio di ore abbondanti. Quindi nel tardo pomeriggio di venerdi reincontro la Fiammetta sotto casa nei pressi di Kikar Disengoff, dove trascorrero' i giorni successivi. continua...

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Middle West

Prendi la Beirut della tua fantasia, o per lo meno della mia: case bianche, basse, tendenzialmente tenute male o in rovina, perche' vecchie. Aggiungi un mix di europa a caso, un quartiere etnico di Parigi o di Berlino, il meraviglioso gusto anglosassone per il 24/7, nei mini market con beni di prima necessita' e cibo sempre ovunque cosi' che non devi mai pensare all'orario per mangiare o acquistare cose: lo fai di continuo. Mettici un po' di tamarrume nei negozi, con abbigliamento tamarro e musica ad alto volume, tamarra pure lei. Di fianco a mercatini di alimentari e vestiti e cianfrusaglie tipo pulci o senigaglia. Somma una nuova zona business con i grattacieli verso Sud, tipo Manhattan, e il litorale con spiaggia e alberghi chiari per tutta la lunghezza che spuntano come funghi tipo non so, Miami o Cancun. Non e' finita: c'e' tutta la parte piu' araba, verso sud a Jaffa, la citta' vecchia, dove sei quasi davvero nel medio oriente e poi la via con i locali da venerdi sera (che qui cade il giovedi), tipo Ticinese, un altro quartiere che negli anni 90 era infestato dai giovani artisti ora diventato l'unica zona pettine (ma non patinata) che ho visto della citta', con case tenute bene e locali ordinati e bellini, metti Brera (oddio...) o magari Soho o il Greenwich Village prima ancora, e le zone emergenti alla stregua dell'Isola. Ecco un'idea sommaria di Tel Aviv dopo poco piu' di ventiquattro ore. Sgarruppata, vecchia e in costruzione con qualche cosa (poco) di antico e un sacco di roba semi-nuova, un mix di mix che ho visto raramente, forse mai. Confortevole comunque, un sacco di spunti originali pur nel suo essere in realta' un insieme di cose gia' viste. Di sicuro non e' mai, mai, patinata, nemmeno nei luoghi piu' "chic", la cosa mi piace. Ho pianificato il resto del viaggio, se mi confermano un volo domani parto per il sud e domani compro una macchina fotografica. Stasera, intanto, balagan@TA.

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Puntualita'

Avere l'influenza e passare troppi giorni chiuso in casa ti riporta a navigare per i meandri (mica troppo) della rete a seguire improbabili connessioni musicali. E' cosi' che scopri cose che ti rendono felice e altre che ti fanno rosicare. Di certo pero' delle connessioni forti emergono. Per esempio, Tamir Muskat, qualcuno sa chi e'? Io lo conoscevo gia' ma ora so qualcosa di piu'. Stasera ho fatto 1 + 1 nel collegare che lui, produttore e batterista dei Firewater sin dalla prima ora e che ho visto quest'estate in concerto, lui e' il quello di Gogol Bordello vs Tamir Muskat. Insospettabile proprio. E che ha fatto un tot di progetti che legano lui, Firewater e Gogol Bordello, tra cui fondare i Balkan Beat Box con un ex Gogol. Quindi inizi la serata felicissimo perche' scopri che i Firewater saranno in tour in primavera e verranno anche a Milano (al Bloom, per la precisione), e questo e' solo ottimo. Poi pero' scopri che i Balkan Beat Box suonano pure loro. Dove? A Tel Aviv, dove stai per andare, ma ci suonano l'altro ieri, ieri e stasera, proprio mentre tu "casualmente" stai scoprendo tutto questo. Pace. Pace anche che Emiliana Torrini, unico disco nuovo ascoltato in tutto l'autunno, suona il 12 a Milano e tu parti l'11 per Tel Aviv. Non parlero' di cospirazione, no, neanche se successe la medesima cosa con i Firewater nel 2003 a Milano. E' sufficiente che Tod A. venga in Italia e magari li vado a vedere pure a Villafranca, guarda. Chiudo dai, chiudo agganciando un video. Ok, il video non e' sto gran che, ma la canzone (e l'album) sono la mia roba preferita del 2008. E poi e' in HD su youtube (basta dirglielo, meglio se impostandolo automaticamente)

[youtube Q_Yr7O9bPcc]

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