il blog del della

Like few of the others I was a seeker, a mover, a malcontent, and at times a stupid hell-raiser 
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Google will you please...

Ok, Google is not working fine anymore since at leat a year. It is still the best tool for historical and consolidated research (well, you could just go for Wikipedia, sometimes...), but it is becoming always harder to find "up to date" content. As for now, I rely on twitter and feeds for the most. And I almost say "oh god" when I need to google something recent. Read the whole article at No Stop

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Rete di servizi e Post Google Era - parte 1

E' da un paio di mesi che mi girano in testa questi due concetti e contemporaneamente mi capita sempre piu' spesso che una ricerca, infruttuosa su Google, risulti vincente al primo colpo su Twitter. Quando capita? Semplice, capita quando si sta cercando una notizia recente. Certo, c'e' Google News ma non e' la stessa cosa. Il messaggio breve su Twitter e' piu' semplice all'approccio di un blog quindi molti di piu' ci scrivono e semrpe piu' notizie si diffondono sempre piu' rapidamente.  Semplice tanto cosi'. Sto quindi tenendo d'occhio alcuni servizi di ricerca basati su twitter, tra cui alcuni che permettono ricerche sui link inviati su twitter, che promettono di offrire una rappresentazione molto aggiornata di cio' che interessa la gente nel presente, meglio di un qualsiasi algoritmo di ranking. E' quasi come fare direttamente ricerche sui trend piuttosto che sul consolidato. Spesso un articolo fresco vale piu' di una decina obsoleti, su cui non si farebbe altro che perdere tempo studiando qualcosa di superato. La forza di un sistema come Twitter sta nell'essere un'istantanea del presente, di quello di cui sta parlando la gente in quel giorno, ora o persino il minuto mentre Google e' per sua natura una maniera per ricercare lo "scibilie" piu' consolidato e per quanto a volte i risultati piu' nuovi risultino prominenti, la realta' e' che spesso si ha la sensazione di trovare notizie, guide o informazioni vecchie. Non e' una sensazione: e' la realta'.  Vecchie di qualche anno, si', cioe' giovani da un certo punto di vista ma il fatto e' che in tantissimi ambiti, non certamente solo quello delle news, un articolo di tre anni fa e' preistoria. Ironia della sorte, proprio Google e' stato il cuore pulsante della rete dell'ultimo decennio, la azienda piu' nota e vincente, il simbolo piu' simbolo di tutti. Google ha fornito accesso all'informazione in maniera sconosciuta a chiunque solo dieci anni fa e questo ha favorito un genere di crescita altrettanto nuovo. Crescita sociale, crescita individuale: chi ha imparato ad usarlo ha la possibilita' oggi di accedere costantemente a informazioni che rendono il raggiungere un obiettivo infinitamente piu' rapido. Google piu' di qualunque altra cosa ci ha dato una consistente fetta della velocita' con cui ragioniamo e procediamo oggi e proprio questa velocita' oggi lo rende obsoleto per tutta una serie di esigenze oramai sempre piu' diffuse, sotto gli occhi di molti e presto pervasive, necessarie per tutti, senza che la maggior parte nemmeno arrivi ad accorgersi del cambiamento. Useranno la ricerca "su Twitter" e sara' naturale farlo. Ma la faccenda e' potenzialmetne molto piu' grande anche di questo e mio tempo per oggi e' scaduto, quindi arrivederci alla terza puntata (qui il prequel), in cui magari spieghero' anche un poco il titolo "altisonante"

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Google Android Developer Context… non in Italia

Un bel concorso internazionale, a premi, ricchi, per sviluppare applicazioni per la nuova piattaforma mobile promossa da Google a oltre 30 produttori. Bene. In Italia non si può, troppo complicato. Pessimismo e fastidio. "The Android Developer Challenge is open to individuals, teams of individuals, and business entities. While we seek to make the Challenge open worldwide, we cannot open the Challenge to residents of Cuba, Iran, Syria, North Korea, Sudan, and Myanmar (Burma) because of U.S. laws. In addition, the Challenge is not open to residents of Italy or Quebec because of local restrictions." http://code.google.com/android/adc_faq.html UPDATE: ammesso che il motivo sia legato alla legislazione contorta, qualcuno competente ne parla dicendo che dovrebbe essere facilmente aggirabile

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SocialAds e Android. Saranno finite le cannonate?

Un anno fa un folto gruppo di società operanti nel settore lanciava OpenSocial, un modo per rendere facilmente comunicanti i diversi servizi di Social Networking e in generale le applicazioni Web. Un momento, non era un anno fa, era solo 8 giorni fa! Eppure nel frattempo è successa talmente tanta roba... Nemmeno ero riuscito a fine ottobre a parlare dell'inizio della marcia indietro di Apple rispetto alla chiusura totale nei confronti di chiunque volesse produrre applicazioni per iPhone al di fuori dal suo controllo, ed ecco che arriva Google e in meno di una settimana scatena la guerra contro la chiusura. Così come OpenSocial si propone come standard aperto e non properietario per servizi Web, ecco che Android, nome piattaforma di sviluppo della Open Handset Alliance capeggiata da Big G, si propone di fare una cosa molto simile nel campo dei mobile device. Nessun gPhone come si rumoreggiava nei mesi passati, bensì qualcosa di molto più pericoloso: un modo per far creare applicazioni che funzionino su tutti gli apparecchi di chi aderisce allo standard, attualmente oltre 30 produttori tra cui ChinaMobile, Telefonica, Telecom Italia, Motorola, Samsung, Intel e Google stessa. Ed ecco che dopo OpenSocial = alleanza anti Facebook arriva Open Handset Alliance = alleanza (quasi) anti iPhone Nel frattempo Facebook prosegue per la sua strada. Dopo aver in meno di dieci mesi sbaragliato qualsiasi avversario nel campo del Social Networking, tanto da aver indotto persino MySpace ad unirsi a OpenSocial e Google a preoccuparsi a tal punto da costituirsi parte civile a favore di formati di comunicazione aperti, prepara il colpo più micidiale ovvero la rete di Advertising. SocialAds, annunciata oggi, è il modo in cui Facebook crede di rilanciare e reinventare, ancora, il modo in cui i consumatori entrano in contatto con i prodotti che interessano. Viviamo ancora in un momento in cui, per lo meno in Italia, la maggior parte della gente nemmeno sa cosa sia Google Ads eppure qui stiamo andando al passo successivo. Laddove Google ha personalizzato "l'esperienza pubblicitaria" in relazione a dove ci troviamo nello "spazio" del Web, e a cosa stiamo vedendo in un dato momento, ecco che con il Social Networking questo concetto è esteso a dove ci troviamo nello spazio sociale. La multidimensionalità della nostra persona diventa quindi il fulcro attraverso cui entrare in contatto non solo con persone, ma anche con prodotti e società, artisti ed eventi, tutto quanto ci possa interessare. Il che è quanto già avviene in Facebook e servizi similari solo che Facebook per primo crea una vero e proprio modello di Advertising alternativo non solo ai modelli più tradizionali ma anche a quello più moderno e vincente, i Google Ads appunto. Non è niente di completamente nuovo, è solo la formalizzazione e attuazione, in grande stile, di un modello che già si vede tra le maglie della Rete. In più, gettato in mezzo alla Community più in voga del momento, che ha avuto il 133% di crescita negli ultimi 12 mesi e che si appresta a diventare un mostro dalle dimensioni tali da essere per Google, da oramai qualche mese, il pericolo numero uno. Quanto è grossa questa cosa dei SocialAds? Molto, ma sono ancora un po' in dubbio. Ho riportato la notizia ma mi riservo un'opinione più decisa sull'avvenimento quando potrò toccare con mano come funziona questa cosa, sia come consumatore sia come produttore di servizi.

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