il blog del della

Like few of the others I was a seeker, a mover, a malcontent, and at times a stupid hell-raiser 
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First, you copy. Then, you buy. Then... you win?

Lo so, l'articolo non e' in tema con Dellaviv ma mi fara' bene pensare ad altro per almeno il tempo dell'articolo. Inoltre l'occasione e' ghiotta. Iniziamo da lontano. Negli anni 90 c'era Geocities. Faceva schifo ma era un embrione di sito-community, tutti potevano avere la loro pagina, tutti potevano mettere il logo lavori in corso animato e addirittura uno splendido orologio digitale fatto in Flash. Faceva schifo ma erano gli anni 90 e tutti erano contenti. Poi e' arrivato MySpace che fa schifo e basta, ed ha avuto l'unico pregio di permettere a chiunque di mettere in bella mostra qualche sua canzone. Ecco che quindi e' arrivato Facebook che, indovinate un po', all'inizio faceva pena. Non faceva schifo come MySpace anche se a un tratto il Wall iniziava pericolosamente a sembrare un obbrorbrio alla MySpace, ma era stupido forte. Il sistema iniziale di comunicazione wall to wall e' stato probabilmente il peggior esempio di comunicazione mai apparso sulla Rete. Poi pero' hanno comprato Mark Andresen e le cose si sono raddrizzate. Intendiamoci, e' ancora un chiodo lentissimo e popolato per lo piu' da giochi idioti ma non ci si puo' fare nulla, e' un aggeggio mainstream e avra' sempre piu' rumore di quanti filtri ci si possa inventare. Resta una colossale rubrica di contatti, punto. Come si sono raddrizzate le cose in Facebook? Semplice, hanno iniziato a copiare qualcun altro, qualcuno che non ha avuto un paio di intuizioni geniali che invece Zuckerberg o qualcuno per lui ha avuto all'inizio (tipo abituare a inserire nome e cognome invece del nick), ma che era pero' un bel po' di spessore in piu' e infatti hanno creato un servizio meno conosciuto ma comunque stra noto e che nei fatti ha definito le linee guida per la comunicazione su Web. Il Web in real time che Google e Facebook stanno continuamente cercando di copiare.Google direi quasi "disperatamente". Be', lo hanno inventato questi qui.

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Cosi' Facebook nell'ultimo anno ha iniziato sempre piu' ad assomigliare a FriendFeed. Per essere precisi, Facebook ha quasi trasformato la sua Home in quella di FriendFeed: aggiornamenti in semi-real time, sistema di like eccetera. Quasi perche' c'erano una serie di limiti intrinseci di Facebook, non ultimo il suo essere un chiodo, che non gli hanno permesso e non gli permetteranno mai di diventare semplici, rapidi ed eleganti come il serivio fondato dai quattro tizi (a destra) nella foto. E ora Zuck, il tizio a sinistra, dopo averli copiati, li ha comprati. Che dire. Il popolo di FriendFeed ha reagito malissimo alla notizia. Personalmente, non posso dire di essere contento ma da un lato forse era inevitabile, dall'altro non  credo che ci sara' qualcosa come una fusione dei due servizi e men che meno funzionalita' di Facebook andranno mai a sporcare FriendFeed, nonostante gia' si faccia ironia su questa eventualita'. Piu' probabile e' che  tutto vada  avanti come prima, si fara' evolvere ancora Facebook nella direzione di FriendFeed il quale continuera' comunque ad essere un paio di passi avanti, il campo di prova per le novita', testato su un gruppo di utenti piu' ristretto ma molto piu' tech savy. In sostanza, cambia solo chi paga lo stipendio a quei tizi e che a copiare le cose da FF a Facebook saranno piu' direttamente quelli che le hanno ideate la prima volta. La speranza insomma  e' che FriendFeed resti lo stesso e Facebook migliori, come ha indubbiamente fatto dopo l'arrivo di Andresen, anche dopo l'introduzione di questi signori. [youtube B3g6-GWCGt8]

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FriendFeed e Twitter nel 2009

Come seguire l'informazione in Rete? Come promesso tempo fa, voglio parlare a chi e' affascinato dalla possibilita' di seguire eventi, conoscere persone che dicono cose che lo interessano e soprattutto, ricevere informazione attraverso la Rete e non attraverso i media piu' classici. Alcuni sanno come fare, per altri e' un grande mistero.  Ecco una visione attuale dei due principali servizi in tema di quelli semplici, immediati e, sorpattutto uno, destinato ad essere la piu' grossa "social bomba" in Italia nel prossimo anno. FriendFeed sembra evolversi, almeno nel mio network di persone, verso una versione moderna dei forum tematici, con la discussione che si spande a macchia d'olio attraverso i contatti, prescinde dal tema e offre una estrema semplicita' di integrazione di altri servizi Web. Twitter si prepara a sbancare nel mercato del marketing, customer support, notizie e chi piu' ne ha piu' ne metta. Per FriendFeed non prevedo molto altro mentre Twitter, o per lo meno il modello Twitter, avra' a mio dire un ruolo centrale e un'impatto epocale nel prossimo lustro in Rete.

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Non so piu' quando mi sono iscritto a Twitter mentre ricordo di avere iniziato con FriendFeed nel periodo di beta privata gia' alla fine del 2007. Raccogliere lo stream di azioni, le impronte che lasciamo sul Web e' contemporaneamente semplice e potente e viene rapidamente percepito dagli utenti. FriendFeed e' stato piu' infatti rapidamente infestato da persone a me prossime, a mio modo di vedere complice soprattutto  l'idea dei "commenti". Si segue piu' o meno come un Twitter ma la possibilita' di fare i commenti e di marcare con un "I Like" sono risultati vincenti per far emergere discussioni e per far saltare all'occhio gli "input" piu' rilevanti. I messaggi arrivavano dall'esterno spesso: una foto su flickr o un video su youtube, lo status di facebook o di Twitter che cambia, un link segnalato come interessante, un post su un blog o appunto un semplice commento a uno qualsiasi di questi messaggi. Gli "I Like" e i commenti sono un'idea talmente buona che nell'ultimo anno Facebook si e' affrettato a copiarli aggiungerli, modificando l'orrenda comunicazione wall to wall del Facebook degli esordi.

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Cosa sta diventando invece Twitter? Anche qui ci sono scambi e piccole discussioni ma meno facilmente tracciabili. Tipicamente si leggono i "twit" come si legge lo stato di Facebook solo in un posto piu' ordinato e con meno rumore.  Twitter e' soprattutto diventato  il posto degli annunci brevi, di qualsiasi genere: dal semplice status di una persona all'annuncio di una novita' su un qualche sito (nuovo post su un blog) fino a venire usato come vero e proprio strumento di marketing sia aziendale che personale, o ancora di customer support e per ipnotici esperimenti tipo twistori.
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Il meccanismo funziona perche' e' rapido e trasparente,  e' sufficientemente breve perche' non infastidisca, al limite si scorre la pagina. Su Friendfeed e Twitter vale il "non si legge tutto per forza". Si scorre e qualcosa resta, il resto passa  pazienza, tanto e' inevitabile e se la notizia e' davvero importante, prima o poi sara' lei a raggiungere noi. L'idea dei 140 caratteri e' vincente al pari di quella di portare gli utenti a presentarsi con nome e cognome reali su Facebook. E' un  messaggio per natura piu' informativo del subject di una email pur restando sostanzialmente ugualmente rapido da leggere e permette una piu' accurata selezione di cosa approfondire. La recente abitudine  di inserire dei #tag su cui si sviluppano altri servizi come tagalus, cosnente poi di tracciare discussion tematiche, uscendo dal proprio network per poi allargarlo. Cosi' facendo possiamo sentire quello di cui parla molta piu' gente, restare piu' informati, con meno fatica. Ora, che vi convinca o meno tutto questo discorso, restano alcuni fatti: un +1300% di utenti negli ultimi 12 mesi per Twitter, senza contare una innumerevole quantita' di applicazioni a supporto e altre pronte ad usarlo per sfturrarne le caratteristiche piu' avanzate: tracking dei trend, ricerca, collaborazione, supporto clienti e quant'altro e un numero spaventoso di "imitazioni" che applicano il modello twitter alla musica, al business two business, al lavoro... Tutti servizi che come Twitter svolgono una sola funzione e tentano di farla bene, approccio opposto ai "Facebook" che si propongono come mastodonti mainstream pronti a offrire tutto in un pacchetto completo. Il discorso "Twitter" sul medio-lungo periodo meritera' un articolo a parte in quanto per vaneggiare di "post google era", serve spazio e concentrazione.

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FriendFeed: ascolta quello che dicono gli altri…

O guarda cosa fanno, cosa leggono, cosa fotografano... Ma non alla Facebook o alla MySpace, non e' una roba per teenager americani o web-esibizionisti.  Con tutto che lo uso Facebook eh...(no, myspace no, cosi' in basso non mi spingo). Insomma uso FriendFeed da mesi oramai, era autunno mi pare e FriendFeed era ancora in beta privata. Funziona cosi': solita registrazione poi gli dici a quali servizi web sei iscritto tipo last.fm, facebook, amazon, flickr, il tuo blog, linkedin... ci sono tutti. Lui raccoglie i movimenti su quei servizi e li pubblica tutti su una comoda pagina facile da seguire per chiunque sia interessato. Ad esempio il mio e'all'indirizzo http://friendfeed.com/ildella Oltre a raccogliere movimenti da servizi esterni, FriendFeed da un po' permette di condividere un link direttamente sul suo canale, cosa per cui diventa utile il suo bookmarklet per firefox, il cui funzionamento e' spiegato anche con un video tutorial. Ecco che ci si puo' iscrivere al canale delle persone che riteniamo facciano segnalazioni interessanti e le potremo seguire direttamente sul sito friendfeed o sul nostro lettore di feed preferito... anche se il mio ancora non esiste purtroppo :(

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