Author: ildella on Friday, 21 of December , 2007 at 1:58 pm
Un paio di giorni fa un amico mi ha segnalato un articolo su repubblica online (dio ci salvi) in cui un appassionato Ernesto Assante chiedeva alle case discografiche di riproporre il vinile come gesto simbolico per restituire dignità alla musica, agli artisti e all’industria tutta, oramai orientata verso masse di ascoltatori di iPod senza dio e artisti-gadget, controllata da discografici senza anima votati solo al profitto.
Che dire… La mia prima reazione dopo averlo letto è stata: “Buongiorno!”. Ernesto dipinge qui uno scenario che un appassionato di musica aggiornato e vigile avrebbe potuto delineare almeno cinque anni fa. A onore del vero, lo scenario viene così dipinto ciclicamente da ogni non più troppo giovane ma non ancora troppo vecchio appassionato di qualsiasi cosa , perchè “ah, i bei vecchi tempi” è un genere di stronzata che va sempre di moda.
“Da quando la musica è diventata digitale non siete più voi gli unici a poter fabbricare dischi. Con i nostri computer e i masterizzatori siamo in grado di copiare la musica su cd fatti in casa”
Osservazione corretta, peccato che non siamo all’inizio del decennio bensì decisamente verso la fine. Questa cosa è assodata e data per scontata ed è uno dei motivi per cui non è più tollerabile la situazione simile e non starò a ripetere i motivi che vanno al di là della semplice possibilità di riprodurre la copia. Oggi oltre tutto siamo ben oltre: possiamo scoprire nuovi autori con una semplicità sconosciuta a chiunque anche solo 5 anni fa. Possiamo fare molti dei lavori dei “discografici”.
Tutto sommato il grido di sofferenza rispetto alla situazione si può anche condividere, molto meno l’impostazione dell’articolo. Fino all’ultimo paragrafo sembra di leggere lo sfogo di qualcuno rimasto ancorato agli anni 90 e il punto del problema pare essere la vittoria della musica digitale, rappresentata qui dal malefido iPod. Non dimentichiamoci il passato, la cosa è già successa un sacco di volte, dai 78 ai 33 alle musicassette, cd, formati compressi di vario genere. E’ un mondo che va così, pare. La situazione che descrivi in cui diversi supporti sono adatti a diversi generi di persone… è la realtà attuale, sta già succedendo, non c’è alcun bisogno di chiederlo!
“Certo, magari guadagnerete meno, magari i clamorosi fatturati che l’industria discografica ha fatto da quando è arrivato il compact disc non li vedrete più, ma di sicuro non perderete l’anima e il lavoro. Il lavoro lo state già perdendo, l’anima la state per perdere, trasformandovi in venditori di magliette, poster, gadget, venditori di diritti televisivi e radiofonici, produttori di concerti e di dvd, di certo non più ‘discografici’”
Ecco che poi alla fine compare questo passaggio, in cui si sfiora appena il nocciolo, si da una nuova apertura all’articolo per poi ricadere ancora una volta nel problema del supporto, della sua dignità legata alla completezza dell’opera e quant’altro. Non che non sia d’accordo anzi, condivido appieno. E’ che mi sembra proprio un futile argomento a confronto, un piccolo sassolino nel fiume quando quanto è sfiorato in quel passaggio è il problema reale.
Non è che non sono più “discografici” perchè non fanno più il vinile! Quella parola ha perso il suo significato originari, dimentichiamocela. Mi rendo conto che quella di Ernesto è solo una proposta, un tentativo piccolo per ridare un senso alla baracca ma il problema è troppo più grande di così e non sarà *mai* un’iniziativa che parte dall’alto a cambiare le cose. I Radiohead, credo te ne sarai accorto, hanno già fatto una cosa simile: disco da scaricare e versione cd in un box super deluxe. Ok, non c’è il vinile, ma il concetto è il medesimo.
La mia convinzione è che se si vuole pensare di di far cambiare la situazione ci si deve appellare agli autori. Loro, per primi, possono muovere le cose. I giovani, guidati da qualche già affermato a segnare la strada. Sta già succedendo, in parte. Aiutiamo quel movimento, non pensiamo che non sia fattibile. Ignoriamo le morenti case discografiche.
Se quell’articolo avesse avuto un’impostazione diversa lo avrei apprezzato e invece non riesci ad andare oltre al problema a vedere, o a dire, quello che sta realmente dietro. Il risultato è un articolo buono solo per chi quel giorno era abbastana malinconico da dire “sì, hai ragione, quando c’era il vinile eravamo tutti più buoni e andava tutto meglio”.
E poi Babbo Natale portava LP dei Led Zeppelin a tutti e Britney Spears non esisteva.
Grande. Anzi, ROCKTFL.
Tags: ,freedom, honesty, music
Author: ildella on Wednesday, 21 of November , 2007 at 6:51 pm
E’ passato più di un mese da quando il nuovo disco dei Radiohead è disponibile per il download a offerta libera. Quanto quel disco stia vendendo e soprattutto quanto chi lo scarica lo stia pagando è oggetto di constroversie quindi meglio attendere un po’ prima di parlare. Nel frattempo mi limito a segnalare come fin dai primi giorni dopo l’annuncio già altri iniziano a seguire le orme: Oasis e Jamiroquai sono stati i primi e di recente anche i Kaiser Chiefs hanno intenzioni simili. Questo senza scordare Trent Reznor, pioniere di questo genere di iniziative che ha appunto appena pubblicato con lo stesso modello dell’offerta libera un disco di cui è produttore e ha annunciato un mese fa di essere oramai totalmente indipendente da qualsiasi contratto discografico.
Io lo scricchiolio lo sento distintamente. Il fuggi fuggi è dietro l’angolo.
UPDATE 24/11: mi ero dimenticato di segnalare questa bella proiezione dell’andamento dell’industria discografica nei prossimi cinque anni di cui allego il grafico più significativo. Si parla di 20% in meno.

Tags: ,freedom, honesty, jamiroquai, kaiser chiefs, musica, oasis, trent reznor
Author: ildella on Friday, 9 of November , 2007 at 2:26 pm
… Trent, from a long time, and for sure I am not the only one, this is the reason why Radiohead ended up to make that commercial move and this is the reason why you ended up to make your own recently. Better later then never: we, the aware-ones, were waiting exactly for you.
| “…Most people aren’t aware of the world of art and commerce where exploitation strips each artist down to ni**er. Each label, like apartheid, multiplies us by our divide and whips us ’til we conform to lesser figures. What falls between the cracks is a pile of records stacked to the heights of talents hidden from the sun…And the only way to choose is to jump ship from old truths and trust dolphins as we swim through changing ways.” |
|
|
Tags: ,freedom, honesty, trent reznor
Author: ildella on Wednesday, 31 of October , 2007 at 3:30 pm
Eccoci qua, di nuovo, a una svolta importante. E’ stato ufficialmente annunciato oggi “Open Social”, uno standard aperto per servizi di Social Networking. Perchè è importante questo annuncio? Ripercorriamo la storia recente.

Nel 2007 si è imposto chi ha messo a disposizione dei suoi utenti una piattaforma aperta su cui sviluppare applicazioni per il proprio network. Così Facebook è cresciuto come popolarità in maniera smisurata rispetto al già affermato MySpace che al contrario non dispone di tale piattaforma di sviluppo, cosa che si sta affrettando a realizzare.
Una piattaforma aperta di sviluppo permette il proliferarsi di applicazioni e di entusiasmo attorno a un Network. Per quanto aperta e per quanto usasse sostanzialmente linguaggi aperti e comuni, quella di Facebook resta pur sempre una piattaforma proprietaria. Se si sviluppa un’applicazione per Facebook questa girerà solo su Facebook.
Durante il 2007 si sono anche affermate dei servizi che permettono di crearsi la propria Social Network, come Ning, lanciato in febbraio. Come Ning esistono altri social network aggregator, la cui idea è quella di offrire un Social Network mirato a uno specifico argomento. Tutto sommato l’idea è molto simile ai buoni vecchi forum di discussione tematici, solo si sfruttano i più attuali strumenti di collaborazione che non solo lo scambio di messaggi e diventano quindi ancora di più i salotti e i laboratori dei nostri giorni, permettono di operare su scala globale senza essere chiusi alla possibilità di offrire servizi più mirati a una realtà locale.

Il passo successivo è inevitabilmente quello di rendere possibile la comunicazione tra queste stanze che altrimenti rischiano di restare isolate oppure di far tutte parte di grande, aperto ma pur sempre unico palazzo.
Ed ecco quindi che nasce la cordata per creare questo standard di comunicazione tra reti sociali, un modo comune per queste reti di parlarsi e garantire così individualità e diversificazione senza impedire la comunicazione quindi e la crescita collettiva.
Nasce così Open Social, capeggiato da Google e che raccoglie Ning, Linkedin e molti altri e sicuramente c’è chi è già pronto a saltare sul carro entro breve, chi mosso dall’intento di creare un modo realmente più aperto per scambiare informazioni, chi dalla necessità di non perdere la sfida contro i giganti del Social Networking. In un modo o nell’altro, doveva succere ed è successo ed è sicuramente una buona cosa e una grande opportunità per tutti, dagli utenti agli sviluppatori alle società di ogni tipo.
La strada è aperta, non resta che incamminarsi.
Powered by ScribeFire.
Tags: ,freedom, open social, social network services, social networking
Author: ildella on Sunday, 21 of October , 2007 at 1:50 am
In questi giorni si sta avverando un qualcosa che attendevo da tempo. Un fenomeno inevitabile, anticipato, probabilmente capito da pochi a suo tempo ma che ora arriverà in faccia a tutti, secco e violento. Se ne accorgeranno tutti, tutti quelli che non sapevano nemmeno cosa stesse accadendo e soprattutto tutti quelli che hanno negli ultimi anni lottato perchè questo fenomeno non prendesse mai forma.

Invece è andata proprio così. I Radiohead mollano la casa discografica e si pubblicano il disco da soli, distribuendolo gratuitamente sulla rete. A offerta libera, per la precisione. E c’è di più: non solo lo fanno, ma vendono un milione e duecentomila copie in una settimana con una media di donazioni di $8 a disco. Mica male vero? Il giusto prezzo, stabilito da chi compra, non da chi vende. [continua...]
(Read more…)
Tags: ,freedom, honesty, musica, radiohead, then you win, trw
Author: ildella on Thursday, 18 of October , 2007 at 5:22 pm
| The United States Patent office has rejected Amazon’s One-Click patent (USPN 5,960,411). In its Office Action released October 9th, the Patent Office found that the “prior art” (or pre-existing use of the technology) denied Amazon their claims of originality of its One-Click technology, and thus, its patentable nature. Amazon “One-Click” is the ability to keep a credit card on file with Amazon and make purchases by simply clicking a button on an item you want to purchase. |
|
|
Tags: ,freedom
Author: ildella on Thursday, 18 of October , 2007 at 4:01 pm
Il titolo forse è troppo altisonante ma per una volta mi concedo questo vezzo. Riesumo dal repertorio un paio di articoli. In “chi dimentica il passato…” mi limito a tradurre un ragazzo che ha notato una curiosa coincidenza riguardo l’ottusità nel rapportarsi con nuovi modi di diffondere cultura (musica, nelo specifico): così oggi come nel passato di fronte alle novità. Il ben più lungo e, devo constatare, carico di trasporto “Internet a due velocità? No grazie” parto da una potenziale “minaccia” tecnologica che si profilava all’orizzonte alla fine del 2006, una minaccia alla network neutrality, per allargare il discorso a tematiche usuali quali il non sfruttare le possibilità offerte dal p2p in cui racconto quale è il principale vantaggio e contemporaneamente più affascinante aspetto di questa “tecnologia”, che diventa in realtà un modo di comunicare e sta alla base di tante evoluzioni/rivoluzioni che si stanno vivendo di questi tempi con i Social Network.
Spero vi godiate la lettura.
Technorati Tags: p2p, honesty, freedom, network neutrality
Powered by ScribeFire.
Tags: ,freedom, honesty, network neutrality, p2p
Author: ildella on Friday, 12 of October , 2007 at 11:03 am
I ragazzi si danno un sacco da fare. Alla Apple intendo. Per fare delle cose bellissime e impedirti di usarle come è sacrosanto che debbano poter essere usate. Per fortuna il loro lavoro di oscurantismo, probabilmente costato tantissimo, viene puntualmente smontato da qualche ragazzino che non sa cosa fare nel weekend. Enjoy. Questo oggetto sarà mio a breve.
Tags: ,freedom, honesty, ipod, ipod touch
Author: ildella on Sunday, 7 of October , 2007 at 1:12 pm
Ho sempre sognato di poter fare un angolino così 
Ho ripescato dal mio vecchio blog, che non è più online da un pezzo, alcuni articoli che mi interessa far leggere. Riguardano per lo più il periodo di inizio 2006 in cui ero particolarmente sensibile riguardo le questioni su copyright, oligarchia delle major, diritto di diffusione delle informazioni e cose così. Non saranno tanti articoli, per adesso ho reinserito i primi due: Evoluzione tecnologica secondo le major, legato a un evento di gennaio 2006 e uno più lungo e generale in cui dissertavo sull’importanza della diffusione delle informazioni e su come le rete ha cambiato il nostro modo di fruirne e di percepire la questione. Un altro paio di articolo seguiranno nei prossimi giorni.

Tags: ,copyleft, freedom, honesty
Author: ildella on Thursday, 4 of October , 2007 at 10:02 am
Giovedi scorso mi sono accorto che il riscaldamento non funzionava. Benchè il termostato desse il segnale di partire (faceva un cazzo di freddo…) la caldaia se ne stava sulle sue. Problema elettrico mi hanno detto. Il mio elettricista era a Sanremo fino a oggi, quindi l’altro ieri ne è arrivato uno non particolarmente brillante, diciamo così, che alla fine oltre a non essere riuscito a risolvere il problema, ha fatto sì che ora non vada più nemmeno il riscaldamento dell’acqua sanitaria. Ora magari non è colpa sua e dovranno uscire i tecnici che mi hanno montato l’impianto (sabato mattina…) ma siamo veramente ai confini della realtà.Ho preso la quarta o quinta influenza dell’anno, da martedi e oggi sto ancora male, è il terzo giorno. I giorni di malattia totale sono saliti a venti contro solo nove di reale vacanza, due dei quali tra un infortunio e l’altro.
Non ci siamo, proprio non ci siamo. E’ inizio ottobre e ho iniziato a gestire le cose per casa a metà novembre lo scorso anno e ancora non sono finite alcune cose basilari. E questo anche e soprattutto perchè io non ho avuto tempo di interessarmene con la dovuta aggressività, battere i chiodi caldi e così via. Lo stesso naturalmente vale per tutti gli altri aspetti della mia vita. In tutto l’anno non ricordo di aver sentito un disco nuovo. Se l’ho fatto, me lo sono scordato. Non parliamo di come ho gestito la mia ultima relazione.
Serve una totale rivalutazione dell’intera faccenda, continuare così è improponibile. Serve libertà d’azione per un periodo sufficientemente lungo. E non basteranno uno o due giorni per sbrigare le faccende, serve del tempo per rilassarsi, poi del tempo per sbrigare le faccende con la dovuta calma e tutto il resto, poi del tempo per seguire i propri affari.
Serve tempo da gestire liberamente, o non sopravviverò.
Così è deciso.

Powered by ScribeFire.
Tags: ,fatti miei, freedom