il blog del della

Like few of the others I was a seeker, a mover, a malcontent, and at times a stupid hell-raiser 
Filed under

freedom

 

Freedom of press idea comparison: Italy and Sweden

These days in Italy, the Italian Prime Minister is saying:

I believe that this is something that we no longer need to and cannot support: a publicly funded television station that attacks the government."
These days here in Tel Aviv, people are concerned about decision of the Swedish government not to condemn the newspaper that published a real strange story about Israeli Army.But in sweden:
freedom of the press is deeply enshrined, a legislated pillar of the nation’s constitution [...]politicians seem to be normally extraordinarily careful not to comment on what the media decide to publish.
You can easily find about the story on the web, while my opinion is substantially the one of the Cronicle Herald columnist. To any of the people that thinks that Swedish government should take a precise position on the matter, I suggest to read the this article about what the Prime Minister of Italy is permitted to say this days. After that, you take your final consideration. What is happening in Italy are the extreme consequences of limiting the freedom of press and allowing that the whole of the press is controlled by a single person. So, that person can attack the (few) journalist that are doing their actual job saying: "you cannot attack government". I recently read a quote of a Indro Montanelli old article, back in 1994:
an alarming conceptual confusion between State and government...
Freedom of press also means that sometimes someone said something that is not true. It can happen. What happens if we do not have freedom of press is really, really, a worst option.

“I worry about my child and the Internet all the time, even though she’s too young to have logged on yet. Here’s what I worry about. I worry that 10 or 15 years from now, she will come to me and say ‘Daddy, where were you when they took freedom of the press away from the Internet?’”

— Mike Godwin, Electronic Frontier Foundation

Filed under  //   freedom   israel   italy   press   sweden  

Comments [0]

Il bicchiere, il fiume, la riva e il cadavere.

Sinceramente, non posso nemmeno dire di essere particolarmente felice. In realta' uno dovrebbe essere felice. Felicita' non puo' esistere solo per momenti di soddisfazione intensa o inaspettata. Anche momenti di serena contemplazione possono essere definiti momenti felici.

"Autorizzare Napster dieci anni fa non era la soluzione, ma fargli causa non ha prodotto alcun risultato"
Media_httpwwwprnewswi_aadlp
Ci sono voluti dieci anni, oppure sono bastati solo dieci anni. Scarsi. Dal giugno del 1999 al gennaio del 2009, un continuo cammino fatto di passi inevitabili, oggi possiamo finalmente dire compiuta una delle prime e piu’ grosse vittorie della generazione cui appartengo.

Read the rest of this post »

Filed under  //   Netlife   cultura   first chapter   freedom   honesty   last chapter   musica   puppatemelo.   then you win  

Comments [0]

Tempismo e capacità di analisi

Un paio di giorni fa un amico mi ha segnalato un articolo su repubblica online (dio ci salvi) in cui un appassionato Ernesto Assante chiedeva alle case discografiche di riproporre il vinile come gesto simbolico per restituire dignità alla musica, agli artisti e all'industria tutta, oramai orientata verso masse di ascoltatori di iPod senza dio e artisti-gadget, controllata da discografici senza anima votati solo al profitto. Che dire... La mia prima reazione dopo averlo letto è stata: "Buongiorno!". Ernesto dipinge qui uno scenario che un appassionato di musica aggiornato e vigile avrebbe potuto delineare almeno cinque anni fa. A onore del vero, lo scenario viene così dipinto ciclicamente da ogni non più troppo giovane ma non ancora troppo vecchio appassionato di qualsiasi cosa , perchè "ah, i bei vecchi tempi" è un genere di stronzata che va sempre di moda.

"Da quando la musica è diventata digitale non siete più voi gli unici a poter fabbricare dischi. Con i nostri computer e i masterizzatori siamo in grado di copiare la musica su cd fatti in casa"

Osservazione corretta, peccato che non siamo all'inizio del decennio bensì decisamente verso la fine. Questa cosa è assodata e data per scontata ed è uno dei motivi per cui non è più tollerabile la situazione simile e non starò a ripetere i motivi che vanno al di là della semplice possibilità di riprodurre la copia. Oggi oltre tutto siamo ben oltre: possiamo scoprire nuovi autori con una semplicità sconosciuta a chiunque anche solo 5 anni fa. Possiamo fare molti dei lavori dei "discografici".

Tutto sommato il grido di sofferenza rispetto alla situazione si può anche condividere, molto meno l'impostazione dell'articolo. Fino all'ultimo paragrafo sembra di leggere lo sfogo di qualcuno rimasto ancorato agli anni 90 e il punto del problema pare essere la vittoria della musica digitale, rappresentata qui dal malefido iPod. Non dimentichiamoci il passato, la cosa è già successa un sacco di volte, dai 78 ai 33 alle musicassette, cd, formati compressi di vario genere. E' un mondo che va così, pare. La situazione che descrivi in cui diversi supporti sono adatti a diversi generi di persone... è la realtà attuale, sta già succedendo, non c'è alcun bisogno di chiederlo!

"Certo, magari guadagnerete meno, magari i clamorosi fatturati che l'industria discografica ha fatto da quando è arrivato il compact disc non li vedrete più, ma di sicuro non perderete l'anima e il lavoro. Il lavoro lo state già perdendo, l'anima la state per perdere, trasformandovi in venditori di magliette, poster, gadget, venditori di diritti televisivi e radiofonici, produttori di concerti e di dvd, di certo non più 'discografici'"

Ecco che poi alla fine compare questo passaggio, in cui si sfiora appena il nocciolo, si da una nuova apertura all'articolo per poi ricadere ancora una volta nel problema del supporto, della sua dignità legata alla completezza dell'opera e quant'altro. Non che non sia d'accordo anzi, condivido appieno. E' che mi sembra proprio un futile argomento a confronto, un piccolo sassolino nel fiume quando quanto è sfiorato in quel passaggio è il problema reale.

Non è che non sono più "discografici" perchè non fanno più il vinile! Quella parola ha perso il suo significato originari, dimentichiamocela. Mi rendo conto che quella di Ernesto è solo una proposta, un tentativo piccolo per ridare un senso alla baracca ma il problema è troppo più grande di così e non sarà *mai* un'iniziativa che parte dall'alto a cambiare le cose. I Radiohead, credo te ne sarai accorto, hanno già fatto una cosa simile: disco da scaricare e versione cd in un box super deluxe. Ok, non c'è il vinile, ma il concetto è il medesimo.

La mia convinzione è che se si vuole pensare di di far cambiare la situazione ci si deve appellare agli autori. Loro, per primi, possono muovere le cose. I giovani, guidati da qualche già affermato a segnare la strada. Sta già succedendo, in parte. Aiutiamo quel movimento, non pensiamo che non sia fattibile. Ignoriamo le morenti case discografiche.

Se quell'articolo avesse avuto un'impostazione diversa lo avrei apprezzato e invece non riesci ad andare oltre al problema a vedere, o a dire, quello che sta realmente dietro. Il risultato è un articolo buono solo per chi quel giorno era abbastana malinconico da dire "sì, hai ragione, quando c'era il vinile eravamo tutti più buoni e andava tutto meglio".

E poi Babbo Natale portava LP dei Led Zeppelin a tutti e Britney Spears non esisteva.

Grande. Anzi, ROCKTFL.

Filed under  //   Netlife   freedom   honesty   musica  

Comments [0]

Scricchiolio

E' passato più di un mese da quando il nuovo disco dei Radiohead è disponibile per il download a offerta libera. Quanto quel disco stia vendendo e soprattutto quanto chi lo scarica lo stia pagando è oggetto di constroversie quindi meglio attendere un po' prima di parlare. Nel frattempo mi limito a segnalare come fin dai primi giorni dopo l'annuncio già altri iniziano a seguire le orme:  Oasis e Jamiroquai sono stati i primi e di recente anche i Kaiser Chiefs  hanno intenzioni simili. Questo senza scordare Trent Reznor, pioniere di questo genere di iniziative che ha appunto appena pubblicato con lo stesso modello dell'offerta libera un disco di cui è produttore e ha annunciato un mese fa di essere oramai totalmente indipendente da qualsiasi contratto discografico. Io lo scricchiolio lo sento distintamente. Il fuggi fuggi è dietro l'angolo. UPDATE  24/11: mi ero dimenticato di segnalare questa bella proiezione dell'andamento dell'industria discografica nei prossimi cinque anni di cui allego il grafico più significativo. Si parla di 20% in meno.

Media_httpwwwemarkete_lecfd

Filed under  //   Netlife   freedom   honesty   jamiroquai   kaiser chiefs   musica   oasis   trent reznor  

Comments [1]

I am aware

... Trent, from a long time, and for sure I am not the only one, this is the reason why Radiohead ended up to make that commercial move and this is the reason why you ended up to make your own recently. Better later then never: we, the aware-ones, were waiting exactly for you.

Media_httpcontentclip_xbkuu
clipped from mashable.com
“…Most people aren’t aware of the world of art and commerce where exploitation strips each artist down to ni**er. Each label, like apartheid, multiplies us by our divide and whips us ’til we conform to lesser figures. What falls between the cracks is a pile of records stacked to the heights of talents hidden from the sun…And the only way to choose is to jump ship from old truths and trust dolphins as we swim through changing ways.”

Media_httpcontent3475_pjctt

Filed under  //   Netlife   freedom   honesty   trent reznor  

Comments [0]

Open Social: piattaforma standard e aperta per Social Network Service

Eccoci qua, di nuovo, a una svolta importante. E' stato ufficialmente annunciato oggi "Open Social", uno standard aperto per servizi di Social Networking. Perchè è importante questo annuncio? Ripercorriamo la storia recente.

Media_httpimagesbusin_aelln

Nel 2007 si è imposto chi ha messo a disposizione dei suoi utenti una piattaforma aperta su cui sviluppare applicazioni per il proprio network. Così Facebook è cresciuto come popolarità in maniera smisurata rispetto al già affermato MySpace che al contrario non dispone di tale piattaforma di sviluppo, cosa che si sta affrettando a realizzare. Una piattaforma aperta di sviluppo permette il proliferarsi di applicazioni e di entusiasmo attorno a un Network. Per quanto aperta e per quanto usasse sostanzialmente linguaggi aperti e comuni, quella di Facebook resta pur sempre una piattaforma proprietaria. Se si sviluppa un'applicazione per Facebook questa girerà solo su Facebook. Durante il 2007 si sono anche affermate dei servizi che permettono di crearsi la propria Social Network, come Ning, lanciato in febbraio. Come Ning esistono altri social network aggregator, la cui idea è quella di offrire un Social Network mirato a uno specifico argomento. Tutto sommato l'idea è molto simile ai buoni vecchi forum di discussione tematici, solo si sfruttano i più attuali strumenti di collaborazione che non solo lo scambio di messaggi e diventano quindi ancora di più i salotti e i laboratori dei nostri giorni, permettono di operare su scala globale senza essere chiusi alla possibilità di offrire servizi più mirati a una realtà locale.

Media_httpwwwandrewma_jhfer

Il passo successivo è inevitabilmente quello di rendere possibile la comunicazione tra queste stanze che altrimenti rischiano di restare isolate oppure di far tutte parte di grande, aperto ma pur sempre unico palazzo. Ed ecco quindi che nasce la cordata per creare questo standard di comunicazione tra reti sociali, un modo comune per queste reti di parlarsi e garantire così individualità e diversificazione senza impedire la comunicazione quindi e la crescita collettiva. Nasce così Open Social, capeggiato da Google e che raccoglie Ning, Linkedin e molti altri e sicuramente c'è chi è già pronto a saltare sul carro entro breve, chi mosso dall'intento di creare un modo realmente più aperto per scambiare informazioni, chi dalla necessità di non perdere la sfida contro i giganti del Social Networking. In un modo o nell'altro, doveva succere ed è successo ed è sicuramente una buona cosa e una grande opportunità per tutti, dagli utenti agli sviluppatori alle società di ogni tipo. La strada è aperta, non resta che incamminarsi.

Powered by ScribeFire.

Filed under  //   Netlife   freedom   open social   social network services   social networking  

Comments [2]

La risposta è NO!

In questi giorni si sta avverando un qualcosa che attendevo da tempo. Un fenomeno inevitabile, anticipato, probabilmente capito da pochi a suo tempo ma che ora arriverà in faccia a tutti, secco e violento. Se ne accorgeranno tutti, tutti quelli che non sapevano nemmeno cosa stesse accadendo e soprattutto tutti quelli che hanno negli ultimi anni lottato perchè questo fenomeno non prendesse mai forma.

Invece è andata proprio così. I Radiohead mollano la casa discografica e si pubblicano il disco da soli, distribuendolo gratuitamente sulla rete. A offerta libera, per la precisione. E c'è di più: non solo lo fanno, ma vendono un milione e duecentomila copie in una settimana con una media di donazioni di $8 a disco. Mica male vero? Il giusto prezzo, stabilito da chi compra, non da chi vende. [continua...]

Read the rest of this post »

Filed under  //   Netlife   freedom   honesty   musica   radiohead   then you win   trw  

Comments [2]

No way, Amazon

Media_httpcontentclip_alqmv
clipped from mashable.com
The United States Patent office has rejected Amazon’s One-Click patent (USPN 5,960,411). In its Office Action released October 9th, the Patent Office found that the “prior art” (or pre-existing use of the technology) denied Amazon their claims of originality of its One-Click technology, and thus, its patentable nature. Amazon “One-Click” is the ability to keep a credit card on file with Amazon and make purchases by simply clicking a button on an item you want to purchase.

 
Media_httpcontent5983_iczai

Filed under  //   Netlife   freedom  

Comments [0]

Voci dal passato - Del volontario rallentamento dell’evoluzione e della repressione della libertà di circolazione dell’informazione

Il titolo forse è troppo altisonante ma per una volta mi concedo questo vezzo. Riesumo dal repertorio un paio di articoli. In "chi dimentica il passato..." mi limito a tradurre un ragazzo che ha notato una curiosa coincidenza riguardo l'ottusità nel rapportarsi con nuovi modi di diffondere cultura (musica, nelo specifico): così oggi come nel passato di fronte alle novità. Il ben più lungo e, devo constatare, carico di trasporto "Internet a due velocità? No grazie" parto da una potenziale "minaccia" tecnologica che si profilava all'orizzonte alla fine del 2006, una minaccia alla network neutrality, per allargare il discorso a tematiche usuali quali il non sfruttare le possibilità offerte dal p2p in cui racconto quale è il principale vantaggio e contemporaneamente più affascinante aspetto di questa "tecnologia", che diventa in realtà un modo di comunicare e sta alla base di tante evoluzioni/rivoluzioni che si stanno vivendo di questi tempi con i Social Network. Spero vi godiate la lettura. Technorati Tags: , , ,

Powered by ScribeFire.

Filed under  //   Netlife   freedom   honesty   network neutrality   p2p  

Comments [1]

Ipod Touch usato liberamente (hackato)

I ragazzi si danno un sacco da fare. Alla Apple intendo. Per fare delle cose bellissime e impedirti di usarle come è sacrosanto che debbano poter essere usate. Per fortuna il loro lavoro di oscurantismo, probabilmente costato tantissimo, viene puntualmente smontato da qualche ragazzino che non sa cosa fare nel weekend. Enjoy. Questo oggetto sarà mio a breve.

Filed under  //   IT e Sviluppo   Netlife   freedom   honesty   ipod   ipod touch  

Comments [1]