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quote of the day. poi ci penso

decadenza 2.0 nel pigro pomeriggio di martedi 18 dicembre

Author: ildella on Tuesday, 18 of December , 2007 at 6:44 pm

Il 2007 è stato l’anno del Social Networking [inizio retorico e senza significato]. Questo naturalmente per la maggior parte della gente, [procedo tirandomela facendo però finta di mostrare tolleranza per i non-geek] quella che non vive di pane e pc, [espressione da rivista videogiochi nel 1995] in quanto i germi dell’attuale epidemia di socialità sul web [risata a denti stretti di chi la sa lunga] si sono iniziati a vedere quando un paio di anni fa si iniziava a parlare di tagging, folksonomy [termine sconosciuto con link interno per mostrare che già ne sapevo un sacco tempo fa] e appunto social networking.

Tutto ciò che le persone conoscono in realtà, almeno nell’Italia che conosco io, sono MySpace [conato di vomito del pubblico] e Facebook [Italia 1!!!].

Ok, ho in cantiere un paio di articoli più interessanti. In uno vorrei consolidare l’uso di un termine nuovo in relazione a una determinata categoria di persone. Poi è un mese almeno che voglio scrivere di Facebook, ancora un po’ che aspetto passerà di moda e tutti saranno arrivati prima di me.

Quindi per cosa scrivo a fare oggi? Ho passato la giornata a gestire il ritiro, trasporto e montaggio del mio letto, quindi non ho lavorato affatto e mi sono limitato a leggere i giornali. Al di là delle novità tecniche di cui non frega a nessuno,ho trovato due servizi che magari a una o due persone farà piacere conoscere.

Il primo si chiama Speedtrap ed è un sito in cui gli utenti segnano sulle mappe di Google Maps i punti in cui ci sono telecamere o altre trappole piazzate per fregare proteggere i cittadini.

Il secondo è un ennesimo social network web 2.0 user generated content rating system friend service. Sui film. Ok, c’è flixster che nessuno sapeva cosa fosse prima che facessero l’applicazione Facebook, che in una scala da uno a 10 valuterei 5–. Questo Filmcrave sostanzialmente farà la solita roba, speriamo in una maniera miglilore. No, non l’ho nemmeno provato, ma chi ha voglia? E’ tra i tre finalisti di una categoria degli award 2007 su Mashable, tanto male non sarà. Tanto Filmcrave non ha l’applicazione Facebook, quindi anche se ci andassi ci sarei io solo, senza amici. Che poi di fatto diciamocelo: Flixster lo uso solo per segnarmi i film che voglio vedere…

Insomma, due siti sostanzialmente inutili ma mi sentivo un po’ così, avevo voglia di riempire uno spazio vuoto in questo anonimo martedi 18 dicembre, quando gli omicidi folli in Italia sono finiti con il giorno dell’Immacolata e resta solo qualche meningite a seminare panico in attesa della Pausa dal Male pronta per la settimana di Natale.

Se proprio non sapete che fare da qui all’ora dell’aperitivo, riporterò la conversazione più interessante della giornata avvenuto tra me e Lorenzo (che mi  ha aiutato con il letto, grazie!). Riguardava l’ultimo film di Rodriguez, Planet Terror, che abbiamo entrambi visto da relativamente poco. Ne parlavamo a pranzo e ci ricordavamo una marea di dettagli. Intendiamoci, per apprezzare un film del genere devi essere solleticato nell’intimo dal tipo di umorismo che Rodriguez e il suo compare Quentin mettono nei film. Io sono uno di quelli, dopo tutto non è colpa mia se avevo diciassette anni quando è uscito Pulp Fiction. Bè in questi film ti ricordi un sacco di cose! Se esci dopo aver visto un colossal qualsiasi, tipo un film di spionaggio o un thriller tipo Bourne qualchecosa o The Departed o che ne so, sei confuso dalla trama esci che non hai capito nulla o se hai capito ti ricordi poco, al limite i dettagli dell’intreccio in maniera confusa e poco altro. Stessa cosa in un film anche bello tipo The Prestige per dire, anche se già lì ci sono un po’ di dettagli belli che rimangono davvero.

Quando esci dopo aver visto un film di questi qua invece ti ricordi moltissimo, un sacco di dettagli dei più assurdi, tipo gli animali che aveva il bambinello nella gabbia quando scappa di casa con la mamma, o le chicche tipo gli storici attori che compaiono in tutti i loro film. Poi ti trovi a ragionare su dettagli interessanti tipo: “ma da quanto tempo si erano lasciati loro due? Lei aveva ancora su il suo giubbotto?!?” e cose simili.

Su una cosa non eravamo d’accordo: per me il bambino è stato reso insopportabile apposta e la scena degli animaletti assumeva un senso in quest’ottica e nessun’altra: bimbo insopportabile si spara in faccia come un idiota, pubblico felice. Così si fa.

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SocialAds e Android. Saranno finite le cannonate?

Author: ildella on Wednesday, 7 of November , 2007 at 5:35 pm

Un anno fa un folto gruppo di società operanti nel settore lanciava OpenSocial, un modo per rendere facilmente comunicanti i diversi servizi di Social Networking e in generale le applicazioni Web. Un momento, non era un anno fa, era solo 8 giorni fa! Eppure nel frattempo è successa talmente tanta roba…

Nemmeno ero riuscito a fine ottobre a parlare dell’inizio della marcia indietro di Apple rispetto alla chiusura totale nei confronti di chiunque volesse produrre applicazioni per iPhone al di fuori dal suo controllo, ed ecco che arriva Google e in meno di una settimana scatena la guerra contro la chiusura. Così come OpenSocial si propone come standard aperto e non properietario per servizi Web, ecco che Android, nome piattaforma di sviluppo della Open Handset Alliance capeggiata da Big G, si propone di fare una cosa molto simile nel campo dei mobile device.

Nessun gPhone come si rumoreggiava nei mesi passati, bensì qualcosa di molto più pericoloso: un modo per far creare applicazioni che funzionino su tutti gli apparecchi di chi aderisce allo standard, attualmente oltre 30 produttori tra cui ChinaMobile, Telefonica, Telecom Italia, Motorola, Samsung, Intel e Google stessa.

Ed ecco che dopo OpenSocial = alleanza anti Facebook arriva Open Handset Alliance = alleanza (quasi) anti iPhone

Nel frattempo Facebook prosegue per la sua strada. Dopo aver in meno di dieci mesi sbaragliato qualsiasi avversario nel campo del Social Networking, tanto da aver indotto persino MySpace ad unirsi a OpenSocial e Google a preoccuparsi a tal punto da costituirsi parte civile a favore di formati di comunicazione aperti, prepara il colpo più micidiale ovvero la rete di Advertising.

SocialAds, annunciata oggi, è il modo in cui Facebook crede di rilanciare e reinventare, ancora, il modo in cui i consumatori entrano in contatto con i prodotti che interessano. Viviamo ancora in un momento in cui, per lo meno in Italia, la maggior parte della gente nemmeno sa cosa sia Google Ads eppure qui stiamo andando al passo successivo. Laddove Google ha personalizzato “l’esperienza pubblicitaria” in relazione a dove ci troviamo nello “spazio” del Web, e a cosa stiamo vedendo in un dato momento, ecco che con il Social Networking questo concetto è esteso a dove ci troviamo nello spazio sociale.

La multidimensionalità della nostra persona diventa quindi il fulcro attraverso cui entrare in contatto non solo con persone, ma anche con prodotti e società, artisti ed eventi, tutto quanto ci possa interessare. Il che è quanto già avviene in Facebook e servizi similari solo che Facebook per primo crea una vero e proprio modello di Advertising alternativo non solo ai modelli più tradizionali ma anche a quello più moderno e vincente, i Google Ads appunto.
Non è niente di completamente nuovo, è solo la formalizzazione e attuazione, in grande stile, di un modello che già si vede tra le maglie della Rete. In più, gettato in mezzo alla Community più in voga del momento, che ha avuto il 133% di crescita negli ultimi 12 mesi e che si appresta a diventare un mostro dalle dimensioni tali da essere per Google, da oramai qualche mese, il pericolo numero uno.

Quanto è grossa questa cosa dei SocialAds? Molto, ma sono ancora un po’ in dubbio. Ho riportato la notizia ma mi riservo un’opinione più decisa sull’avvenimento quando potrò toccare con mano come funziona questa cosa, sia come consumatore sia come produttore di servizi.

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