Saper far di conto
Stasera ho avuto alcune dicussioni illuminanti con un'amica. Alcune illuminanti davvero, nel senso che partendo da discorsi quasi di quotidianita' si e' arrivati a questioni per me assimilate e gia' vissute fino a sue analisi del sociale che, per mia mancanza di sensibilita' e altro, capivo ma non sarei mai arrivato a fare da solo.
Poi, complici presenze inopportune, si e' passati ad altri argomenti. Ed eccoci arrivare a discutere di cose con la solita, secolare incomprensione di fondo: lo scontro tra chi crede di avere piu' cultura in mano dell'altro.
Sostanzialmente, in fondo, la solita fuffa: un sacco di rumore per nulla, o meglio, per parlare del nulla. Tutte questioni ben poco diverse dall'assoluzione di un presunto assassino in chi sa quale provincia italiana. Alla sempre verde "emergenza sicurezza immigrati", che pare ce lo siamo inventati qui in italia negli ultimi dieci anni, il problema dell'immigrazione. All'ultimo politico che oddio oddio, va a mignotte. O a travestiti. Robe dell'altro mondo, ci credereste? La prostituzione e le perversioni maschili, altro fenomeno nato nell'italia dell'ultimo decennio. Dove sta quindi la questione? Sta nel fatto che, per esempio, mi si chiede se credo che Bertolaso dovrebbe essere punito o meno. La mia risposta vera e': non fa alcuna differenza. Quindi, non me ne importa nulla. Eh no. Non ho coscienza politica o sociale, non so di cosa parlo. Non capisco la differenza, la rilevanza dei fatti. Forse. Forse serve una condanna esemplare. Perche' cosi' ci sarebbe finalmente un barlume di giustizia, perche' si da rilevanza ai fatti.
Non so. A me pare di ricordare che all'ultimo che se l'e' passata male per ste cose, all'ultimo pezzo davvero grosso, dopo condanne e sommossa popolare, ora stanno dedicando una via a Milano. Dopo tutto pero', non ho mai letto molto i giornali. Mi ricordero' male io.